Detective Conan

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24/01/'05: Inserita la recensione di Vermouth!

23/01/'05: Apertura! Tutte le sezioni sono attive!
Presenti le recensioni di ShinXela e TheKid!


Part of The Lord of Mistery


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Credits

Graphic by Eneri Mess
Layout by Dulcis in Fundo
Images © Gosho Aoyama & Co.

Questa non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornata senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

Why should I read it?

Ed eccovi nella sezione più importante di questo spazio web! Qui verranno raccolte tutte le recensioni a Detective Conan. Per leggerle basterà cliccare sul nick dell'autore e via...!

Mi raccomando, dopo che avete letto, se avete qualcosa da dire, andate in I've something to tell about!

Recensioni

ShinXela

TheKid

Vermouth

 

*Questa recensione contiene SPOILER*

Mmmmh...non è semplice eh...da dove iniziare!? Bhè, Detective Conan è un fumetto assai complesso e particolare, almeno quanto il mare di emozioni che ormai da un anno a questa parte sta riuscendo a regalarmi... ed è proprio da queste emozioni che mi lascerò guidare nelle stesura di questa personale recensione.

Prima di addentrarmi nell'analisi vera e propria, però, concedetemi una breve digressione su quello che fu il mio primo approccio all'opera.

Se devo essere sincera, con l'anime non era stato amore a prima vista: essendo io molto affezionata alla scuola di animazione giapponese degli anni ‘70/’80 , ho sempre faticato un po’ ad appassionarmi alle produzioni più recenti... ed è stato così anche per Conan, del quale seguii la prima ondata di episodi su Italia Uno in modo saltuario e distratto, benché comunque riconoscessi l'originalità dell'idea di base... quando iniziò la cosiddetta "seconda serie" però, cominciai a guardarlo con più continuità e gusto, mi sentivo molto più stuzzicata rispetto a prima cosicché iniziai a cercare informazioni su internet, a scoprire le splendide videosigle originali, leggere qualche spoiler, insomma ad avere un quadro almeno un po’ più articolato dell'opera ma certo non esauriente... ancora non immaginavo la splendida esperienza narrativa in cui mi avrebbe coinvolta.


Sì, perché Detective Conan è uno di quei rari, forse rarissimi casi in cui più la storia progredisce, si fa più intensa, appassionante, indecifrabile... ti sa intrigare ed accattivare con grande efficacia.
Una storia che, con la sua poliedricità, riesce ad appagare in toto la sfera emotiva del lettore.
Parlo più di lettore che di spettatore perché per questa recensione mi sembra più opportuno tenere presente il manga visto che l'anime da esso tratto pur essendo nel complesso buono, è annacquato da troppi episodi originali per la tv che fanno sembrare la storia lunghissima e statica...be’ lunga lo è, ma subisce al suo interno profonde evoluzioni che il manga, la vera storia così come concepita solo ed unicamente dal suo autore, permette di seguire con molta più fluidità. Senza contare inoltre che l'edizione italiana dell'anime lascia parecchio a desiderare, non solo per le censure (cui fu soggetta in modo massiccio in particolare la prima serie) ma soprattutto per il taglio sistematico degli epiloghi, collocati dopo la sigla di coda nella serie originale, ma nella versione di Mediaset, per ragioni ancora ignote, non vengono trasmessi, il che ha già privato molti episodi di un senso compiuto, e più la storia procederà, più il danno sarà maggiore, perché essi costituiranno sempre di più il nesso logico tra un episodio e l'altro.

Premesse fatte, addentriamoci ora nello specifico di questa trattazione… Cos'è Detective Conan? Perché leggerlo?!

Detective Conan (da qui in poi DC) è sicuramente un manga diverso dal solito, in quanto a mio avviso si stacca completamente da molti dei canoni e stereotipi su cui si fondano la maggior parte dei manga attuali... cercate dosi massicce di fanservice?! Be’, allora DC non fa per voi... In DC il fanservice è quasi assente, i personaggi femminili non sono mai mero oggetto di trastullo per il pubblico maschile, non vengono mai reificati, ciascuno di loro ha una propria personalità peculiare ed in alcuni casi si tratta di una personalità molto forte e definita... sono le donne, forse più degli uomini, a fare la storia di DC, come avremo poi modo di approfondire.
...cercate combattimenti, superpoteri et simila?! anche in questo caso ovviamente DC non è la serie giusta in cui trovarli...
...cercate demenzialità e superdeformed allo stato puro?! Benché Aoyama sia molto abile nel creare situazioni divertenti ha un tipo di umorismo che si stacca dal solito e questo si rispecchia anche nel suo stile grafico, praticamente del tutto privo di superdeformed.

Ma allora, a chi si rivolge DC?!

Be’, innanzitutto DC è un giallo. Chi già conosce l'anime avrà avuto modo di apprezzare i casi che di volta in volta il piccolo Conan Edogawa, alias la versione rimpicciolita dall'APTX 4869 del geniale studente liceale Shinichi Kudo, si ritrova a districare grazie alla sua abilità deduttiva. Casi a volte un po’ improbabili per metodologie, ma anche questo contribuisce a stupire il lettore e, visto che i moventi non variano molto, è proprio nei metodi escogitati dall'assassino di turno per compiere il suo crimine che l'autore si è sbizzarrito. Per tutti i patiti del giallo classico DC è senz'altro una lettura piacevole e stuzzicante, che mette alla prova la capacità di ragionamento di ciascuno di noi.
Ma DC non si limita soltanto a questo. All'inizio ritroviamo appunto Shinichi assieme alla sua amica d'infanzia Mouri Ran al Luna Park dove il ragazzo, mentre assiste ad un losco scambio tra due criminali, viene tramortito alle spalle da un terzo. Gli viene dunque somministrato un farmaco sperimentale, ovvero l'APTX 4869, che dovrebbe, almeno negli intenti dei due figuri vestiti di nero, ucciderlo, ma... il ragazzo si sveglia, ringiovanito di dieci anni!
Con l'identità fittizia (visto che raccontare la verità sarebbe troppo rischioso per sé e per chi lo circonda) di Conan Edogawa (nome e cognome rispettivamente presi dai suoi giallisti preferiti, Arthur Conan Doyle e Rampo Edogawa ) si trasferisce proprio a casa dell'amica Ran che, ignara di chi sia egli veramente, lo accoglie come un fratellino minore. Shinichi da lì inizia a sostituirsi "indirettamente" al padre di Ran, Kogoro Mouri, fallimentare investigatore privato, nella risoluzione dei casi che a quest'ultimo vengono affidati. Come? Lavorando dietro le quinte, ovvero parlando al suo posto mediante un papillion ipertecnologico, inventato dal suo amico scienziato Hiroshi Agasa (custode del suo segreto), che riesce ad imitare la voce di chiunque, mentre il povero Kogoro dorme narcotizzato da una freccetta soporifera lanciata dal nostro piccolo protagonista tramite un particolare orologio (anch'esso costruito da Agasa). E' questo un espediente narrativo sulle prime un po’ bizzarro, ma almeno tanto quanto credere che la gente non si accorga che Superman e Clark Kent sono la stessa persona, soltanto perché vestiti in modo diverso... Abituarsi quindi, lasciando andare la nostra fantasia e mettendo da parte ogni scetticismo, non è difficile, anche perché ormai Kogoro diverrà famoso come il "Detective dormiente": si diffonderà l'idea che egli durante la risoluzione dei casi cada in una sorta di "trance", cosa di cui egli stesso (un sempliciotto senza pari, benché estremamente vanitoso) si convincerà ardentemente per cui non si curerà mai in modo serio delle sue improvvise amnesie.
La vera speranza di Shinichi è quella di riuscire, rimanendo all'Agenzia investigativa Mouri, ad entrare nuovamente in contatto con i suoi aggressori...
Durante uno dei primissimi casi incontra una ragazza, Akemi Miyano, che lavora per l'Organizzazione "nera" di cui quegli stessi uomini - Gin e Vodka, questi i loro nomi in codice - fanno parte. La ragazza aveva commesso un furto in cambio della propria libertà e di quella di sua sorella, dalla schiavitù in cui erano tenute nell' Organizzazione. Ma Gin non è certo uomo da rispettare i patti... e la sorella di Akemi per l'Organizzazione è una mente FONDAMENTALE, non una misera pedina come lei... dopo aver proferito queste parole, il terribile uomo in nero spara senza pietà alla poverina che, ritrovata in seguito dal piccolo Conan, racconta, morente tra le sue braccia, di far parte proprio di questa organizzazione nera... Shinichi comprende che si tratta delle stesse persone che lo hanno ridotto in quello stato e giura a se stesso che riuscirà a diradare l'ombra che li avvolge.
Questo il plot principale del manga, che per diversi volumi verrà accantonato dall'autore per poi ritornarvi di prepotenza con finalmente l'entrata in scena di lei... la sorella della defunta Akemi, quella "mente" fondamentale a cui Gin aveva accennato... Shiho Miyano, nome in codice Sherry.
Dal suo ingresso in scena DC cambia completamente ritmo e toni: il plot principale, che inizialmente sembrava più un pretesto per raccontare solo casi autoconclusivi e slegati tra loro, inizia a svilupparsi costantemente in un avvicendarsi di trame e sottotrame che a mio parere stanno facendo di questo manga una vera opera d'arte.
Shiho Miyano è, di per se stessa, un capolavoro di caratterizzazione, il personaggio più riuscito di tutta la serie. Vediamo una bambina graziosa, con un delizioso caschetto mosso, arrivare nella classe elementare di Conan... il suo atteggiamento è subito d'impatto: silenziosa e sicura di sé, con un gesto deciso e repentino, si siede vicino al nostro, che la osserva alquanto perplesso. Dopo alcune vicende, scopriamo che quella bambina non è ciò che appare: ella stessa rivela ad un esterrefatto Shinichi di essere un membro dell'Organizzazione in nero, nello specifico la scienziata che ha prodotto l'APTX 4869... Shinichi sempre più sconvolto si precipita a casa di Agasa, poiché Sherry asserisce di averlo ucciso... ma quando arriva scopre che la ragazza stava solo bleffando...Agasa è vivo e vegeto, e scopriamo che Ai Haibara (questo il modo in cui lo stesso Agasa l’ha ribattezzata dopo averla soccorsa mentre giaceva esausta di fronte a casa Kudo. Ai significa tristezza e non amore) ha tradito l'Organizzazione in seguito all'uccisione da parte di costoro di sua sorella... mentre anche lei attendeva di essere uccisa dai Men in Black (da qui in poi MIB), legata con una catena, decide di darsi da sola la morte con la sua stessa creazione... ingerisce l'APTX 4869 ma, anziché morire, ringiovanisce come era accaduto a Shinichi e, svincolatasi dalle manette grazie al polso più minuto, va alla ricerca di quello stesso Shinichi Kudo di cui era stata tempo prima incaricata di verificare l'effettiva morte... ma come aveva supposto anche lui era sopravvissuto all'apotoxina ed era tornato un bambino, serbando però la mente di un diciassettenne.
Shinichi inizialmente ha uno scatto d'ira contro Ai: la ritiene una persona orribile, un'assassina... ma già qualcosa cambia, quando, alla fine di un'indagine infruttuosa, che porta i nostri a cercare dei floppy che avrebbero dovuto contenere alcuni dati preziosi sull'APTX, Ai ha una crisi di pianto e si getta al suo collo chiedendogli perché non abbia usato allo stesso modo le proprie doti deduttive per aiutare sua sorella Akemi... e Shinichi comprende che Akemi era la sorella di Ai,e che Ai, dietro all'apparenza dura e fredda, cela in realtà un animo turbato da chissà quali sofferenze.
La storia quindi inizia a svilupparsi con una doppia articolazione interna: ciascun file del manga contiene sì il caso da risolvere, ma implicato al suo interno l'autore inserisce di volta in volta abilmente degli elementi che conducono alla trama principale. Al lettore è quindi richiesto un duplice sforzo d’attenzione poiché il livello di complessità della narrazione è piuttosto elevato, ogni particolare va tenuto in un cassetto della nostra mente perché può essere utile recuperarlo diversi file più avanti. Contemporaneamente, vengono introdotti nuovi personaggi altamente carismatici con cui Aoyama si divertirà a creare un ambiguissimo gioco delle parti che proseguirà per molti, molti file fino a culminare nel volume 42, nel caso dell'Halloween Party, dove questo gioco viene finalmente smascherato, ma il resto dei misteri che aleggiano intorno ai MIB rimane ancora avvolto nell'ombra... Da Halloween Party in poi però si configurano due precisi schieramenti contrapposti: da una parte i MIB, dove spicca un personaggio di estremo carisma, l'attrice americana Sharon Vinyard, nome in codice Vermouth, la preferita del "capo" nonché uno dei misteri più inquietanti e ancora irrisolti di DC, rappresentato dalla sua stessa condizione fisica (!!!); dall'altro (oltre a Shinichi e Ai) l'FBI , capeggiato da altri due personaggi, di cui preferisco non citare il nome per non spoilerare troppo, ma dei quali uno sembra avere una qualche stretta connessione con la nostra Shiho/Ai, un legame su cui gli appassionati (me compresa) stanno facendo mille illazioni, chi più ne ha più ne metta, ma pare che anche su questo Aoyama voglia mantenere, ancora non si sa per quanto, un' aura di mistero...
In questo ingarbugliato scontro tra parti, tiene sempre testa un altro degli elementi chiave della serie: quali sono gli scopi dell'Organizzazione?! Chi è il loro capo?! A cosa serviva...l'apotoxina?! E qui si inserisce l'elemento fantascientifico, che contribuisce ad insinuare nel lettore una continua e diffusa inquietudine... la scienza, con le sue possibilità, fino a dove può spingersi?! A cosa stava lavorando realmente la piccola Shiho Miyano?! Quali sono le cose che nasconde ancora a Shinichi, nonostante, come avrò modo di parlarne in seguito, lo splendido, meraviglioso, intensissimo rapporto che verrà ad instaurarsi tra i due? Quale il progetto a cui i genitori di Shiho, entrambi acclamati scienziati al soldo dell'Organizzazione, avevano dato vita, molti anni prima, e proseguito, dopo che scomparvero misteriosamente dalla loro secondogenita?!

"We can be of both God and the devil. Since we're trying to rise the dead against the stream of time".

Una delle frasi che racchiude in se un oscuro ed inquietante significato, tuttora ignoto, sicuramente fondamentale, come l'altrettanta celeberrima "A secret makes a woman a woman" ...ma almeno di questa nel volume 42 scopriamo i retroscena,anche se non saprei dire se in maniera realmente esaustiva.

Personalmente, questo cocktail di fantascienza/poliziesco/mistero mi sta facendo impazzire ed ogni spoiler, ogni file del manga che faccia trapelare qualcosina in più è un frutto prelibato da assaporare intensamente.
Ma il plot in sé non è l'unico elemento per cui questo manga mi sta appassionando così tanto. C'è qualcos'altro, che investe strettamente la sfera dei sentimenti... ed è ciò a cui accennavo prima.

E' Ai Haibara. E' il rapporto Conan/Ai.

Ai Haibara è senza dubbio per me il personaggio meglio caratterizzato di tutta la serie, quello con più carisma, complessità psicologica e che subisce l'evoluzione più marcata. Assistiamo, come in un romanzo di formazione, alla sua progressiva maturazione personale che la porterà a riappropriarsi lentamente della sua dignità umana e soprattutto della voglia di vivere. Voglia di vivere di cui specie all'inizio era assolutamente priva.
Costretta a lavorare, visto il suo strabiliante QI, a chissà quali nefandezze contrarie all'onore e all'etica umana, in seno ai laboratori dell' Organizzazione, sola al mondo, si è vista privata anche dell'unico affetto che le rimaneva: la sorella Akemi.Un dolore incommensurabile, che le ha tolto l'unica ragione rimastale per vivere.
Nel volume 29 durante il caso del dirottamento dell'autobus la disperazione la porterà a cercare di farla definitivamente finita... ma sarà salvata da colui che progressivamente diverrà il nuovo punto di riferimento fondamentale della sua esistenza. Parlo ovviamente del nostro protagonista, del ragazzo che condivide la stessa forzata condizione: Shinichi Kudo.
Chi conosce l'anime già sa come si caratterizza il rapporto tra i due: Ai ama prendersi gioco di Shinichi, lo deride, ma vanno fondamentalmente d'accordo. In un'occasione lo ha già aiutato, tra l'altro, a ritornare, benché provvisoriamente, adolescente, in modo da permettergli di passare un po’ di tempo con Ran, la sua amica d'infanzia, della quale egli è intimamente innamorato e dalla quale è corrisposto. Inoltre si è travestita da Conan, per interpretare temporaneamente il suo ruolo al finedi dissipare i dubbi di Ran sul fatto che Conan e Shinichi possano essere la stessa persona, dubbi che puntuali ogni tanto ritornano a galla.
Ma questo rapporto di amicizia e dileggio evolverà in qualcosa di sempre più intenso nel corso della storia, in quanto i due saranno sempre l'uno accanto all'altra nella lotta contro l’Organizzazione e verranno a condividere situazioni ed esperienze a cui, per forza di cose, l'altro personaggio femminile protagonista della serie, ovvero Ran, rimarrà per lo più estranea (almeno a livello conscio, perché in qualche modo anche Ran avrà un ruolo nei risvolti della trama principale). Ed è questa la ragione per cui la coppia Conan/Ai ha surclassato nel mio cuore la coppia principale, quella a cui il finale dovrebbe dare (e senz'altro sarà così) un lieto fine, ovvero Shinichi/Ran.
Se per Conan Ai diventa un'alleata insostituibile, una grande amica a cui confidare anche le proprie pene d'amore, una persona a cui promette protezione (la scena della stazione, per me memorabile) e certamente imparerà a volerle molto bene, abbiamo ragione di credere che per Ai Shinichi diventi qualcosa di più di un amico. Ma Aoyama non ce lo dice mai esplicitamente, perché Ai non è un personaggio esplicito: i suoi sentimenti ci vengono sempre espressi in maniera subliminale con una poesia e delicatezza che raramente credo si siano visti in un personaggio. Ai ci aprirà il suo cuore attraverso metafore e doppi sensi velati che sempre sfuggiranno alla comprensione di Shinichi (da qui il soprannome di "tonnoman" affibbiatogli da alcuni fan nostrani, me compresa ), frasi sibilline che benché necessitino di una personale interpretazione, ritengo siano abbastanza rivelatorie dei suoi sentimenti per lui. Altro elemento fortemente indicativo è come Ai si comporta con Ran: nelle poche volte in cui vediamo le due interagire, Ai ignora completamente la pseudofidanzatina di Shinichi. Nel file 10 del volume 41 - stupendo - forse la scena più inequivocabile: Ai è malata , ha la febbre alta. E' sera, e Conan/Shinichi decide di trasferirsi da Agasa per starle accanto, anche perché per altre ragioni teme per la sua incolumità... Il mattino seguente arriva Ran che ha cucinato del porridge per lei, ma quando si avvicina al letto della piccola, Ai sta dormendo, con lo stupore di Agasa che osserva "ma..prima che Ran-chan arrivasse era sveglia!". Ran quindi se ne va... e ci troviamo di fronte ad un Conan ‘scassatissimo’ che osserva Haibara (così come la chiama nella versione originale, ossia di cognome) e le dice: "Sei brava a fingere di piangere ma non altrettanto a fingere di dormire" Ai , che sta stesa sul letto e dà le spalle a Shinichi, non proferisce parola. "Perché fai così?! Qualcuno cucina per te e tu nemmeno lo badi?!" Ed Ai:" Non le avevo chiesto niente..." E lui: "Ho scoperto che sei più intrattabile di Ran! Forza , mangia prima che si raffreddi". Al che Ai lo osserva, con volto rassegnato e pensa: "Non hai capito nulla!?"
Be’...effettivamente lui no...ma noi pensiamo di sì ...
Il rapporto tra Ran e Ai è un altro elemento che comunque subirà nel corso della storia una progressiva mutazione...
Nel mio cuore inutile dire che vorrei che Shinichi scoprisse, in ultima, che la ragazza della sua vita non è quella che aveva sempre creduto... ma mi sembra un risvolto decisamente impossibile, purtroppo. Se di una cosa sono abbastanza sicura in questa serie è che Shinichi alla fine coronerà il suo sogno d'amore con Ran; ciò non toglie che personalmente le emozioni più dolci, intense e profonde mi sono date dal rapporto tra Kudo-kun ed Haibara (come usano chiamarsi tra loro), sia che sfoci in una vera storia d'amore (improbabile) o rimanga una stupenda amicizia, come quasi certamente sarà. Spero solo per la mia Ai in un finale felice, anche se davvero non riesco ad immaginarmela separata dal suo Kudo-kun... se Aoyama la farà soffrire ancora difficilmente lo perdonerò!

Ecco... questo è quanto sono stata in grado di raccontarvi su questo manga e su ciò che sta attualmente suscitando in me. Un ultimo paio di considerazioni vorrei dedicarlo allo stile grafico dell'autore, che subisce nel corso dell'opera un'evoluzione costante e sorprendente... al tratto un po’ acerbo dei primi volumi si sostituirà progressivamente uno stile personalissimo , per me stupendo che ha la sua forza soprattutto nel modo di disegnare gli occhi: occhi così intensi e penetranti da indurti ad osservarli per minuti... i personaggi più belli a mio avviso? Ai, ovviamente, e Shinichi, che è davvero un ragazzo da innamoramento virtuale!

Bene, ho realmente finito e con la speranza di non avervi annoiato bensì incuriosito almeno un po’ su questo fumetto per me, in una parola, assolutamente fantastico, vi ringrazio per avermi dedicato un po’ del vostro tempo.

Grazie a tutti!!!

Un saluto affettuoso, specie dedicato a chi ama sognare.

ShinXela

Detective Conan Forum